Turismo ad Arequipa – Parte prima

Oggi turistos fai da te … nonostante le due usciate prese sia al parco Grau che nella cattedrale (causa benedizione dei bomberos), abbiamo deciso di tornare a visitare le bellezze della città di Arequipa.

Dopo aver riempito lo zaino di effetti di prima, seconda e terza necessità (mangiare, bere, cambiarsi), tutto in duplice copia ovviamente, siamo partiti alla volta del centro storico della città.

Da Plaza des Armas, la piazza principale della città, ci siamo diretti verso la chiesa della Compagnia di Gesù, situata in un angolo della suggestiva piazza costruita con le pietre bianche del Sillar, cave alle pendici del vulcano El Misti.

Seconda destinazione, il monastero di Santa Catalina da Siena, in assoluto l’attrazione più imponente di Arequipa. Una città nella città. 20 mila metri quadri di viali, abitazioni, struttre, chiostri e chiese che hanno ospitato fino a 500 abitanti, fra laici e consacrate, negli ultimi 5 secoli.
Oggi il monastero ospita 30 monache ed è relegato ad una piccola sezione. Il resto del monastero è di proprietà dello stato ed è un museo a cielo aperto.

Per accontentare anche i ragazzi (almeno così si pensava) abbiamo anche visitato una fabbrica un po’ particolare : la Mundo Alpaca che presenta tutto il processo di lavorazione della lana di Alpaca e di Lama partendo dagli animali vivi … che non hanno ricevuto il gradimento di Samuél, troppo sospettoso per avvicinarsi a loro a meno di 3 metri.

Visto che la nostra permanenza qui si protrarrà fino a fine mese si prevedono altre puntate di Turismo ad Arequipa  😎

Un pensiero su “Turismo ad Arequipa – Parte prima

  1. Miei cari,
    vedo con gioia ed emozione che il blog è sempre aggiornato e che riporta, come qualche anno fa, la cronostoria dettagliata del vostro viaggio.
    Che poi parlare di cronostria è assolutamente riduttivo, qua dentro si parla di sentimenti, di emozioni, di babbi che piangono, di mamme che abbracciano, di sorelle che crescono, di bambini che trovano una famiglia. Di vita insomma.
    Vi abbraccio forte e continuerò a leggervi.
    Vi aspetto, tutti e quattro, a braccia aperte.
    Chiara

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