Archivio mensile:ottobre 2014

Le complicazioni nascoste

Ogni aspetto di un viaggio di questo tipo presenta la doppia faccia delle “complicazioni nascoste”.
Qualcuno potrebbe pensare che i problemi di una adozione siano finiti, una volta giunti all’ultimo viaggio.

Invece no.

Se fino ad ora la lunga attesa era stata una evidente, evidentissima e dura faccenda da affrontare vis-a-vis, durante quest’ultimo passo ci imbattiamo, dietro ad ogni angolo, nella “complicazione nascosta”.

Prima complicazione nascosta : Jo.
Oramai in casa con noi da anni, splendida 21 enne, libera e indipendente, può venire con noi in Perù? Si! … No! … Ni … insomma è complicato.
Appunto.
Avremmo voluto averla con noi con tutto il cuore, purtroppo la Dirección General de Adopciones in Perù non la conosce, non era presente nella domanda che abbiamo fatto per la seconda adozione, quindi ci dovrà aspettare a casa.

Seconda complicazione nascosta : Partire.
Come sapete, Samuèl ci aspetta dai primi di settembre … e allora che ci facciamo ancora qui? Perché non partiamo?
E dai … è complicato.
C’è un documento che il Perù vuole dal Comitato per le Adozioni Internazionali che è l’autorizzazione a procedere (questo qui). Arrivare all’autorizzazione a procedere è semplicissimo :

   Una volta abbinato Samuèl alla nostra famiglia  si firma un  foglio di accettazione che  viene tradotta e portata al ministero peruviano  che la registra ed entra in contatto con la struttura dove è ospitato il bambino che dice "ok" e quindi il ministero manda  un pacco enorme di documenti e chiede all'associazione "I cinque pani" di  mandare questa autorizzazione ma lo chiede in spagnolo quindi  va tradotto e mandato al C.A.I. (che non è quello delle  passeggiate ma la  commissione che vigila  sulle adozioni internazionali)  la cui risposta  in italiano va anch'essa tradotta senza considerare che diversa roba va legalizzata ed è piena  di bolli  bollini e apostille e  quando il ministero  peruviano la  riceve allora  possiamo partire. In fede.
Noi.

Tutto chiaro? Siete un po’ senza fiato? Beh anche noi, da un mese più o meno. Siamo così allenati alle apnee che con Maiorca ci si gioca il record mondiale testa a testa.

Terza complicazione : Il viaggio.
Siamo ormai più o meno tutti abituati al viaggio “fai da te”, mastichiamo tutti il concetto di last minute e non abbiamo più paura di incorrere in voli fantozziani (quelli delle vergognose corse verso i posti al finestrino). Quindi che ci vuole? Armiamoci di computer, internet e iniziamo a programmare voli e coincidenze.
Solo che la cosa è un po’ più … diciamo … complicata, ecco.
Partiamo in tre, torniamo in quattro, e già qui è una bega che non si risolve on line. Aggiungiamo l’ulteriore quisquilia che del quarto passeggero non abbiamo neppure i documenti e completiamo il mazzo con il fatto che non sappiamo quando potremo tornare …
Per fortuna all’agenzia di viaggi “Le Balze” sono professionisti e alla fine abbiamo fatto presto e bene.

Sappiamo perfettamente che le “complicazioni nascoste” non sono solo queste e, proprio per la loro natura occulta, non sono neppure numerabili, quello che sappiamo e che le affronteremo e le supereremo sempre tutte. Per Samuél.

Con i botti!!!

Che dire, sono emozionata… grazie degli auguri! Grazie dei figli!

Tanti di quelli che mi hanno fatto gli auguri oggi mi hanno detto che il regalo più bello me lo sono fatta da sola, in realtà io penso di aver fatto proprio poco; il bello di questo regalo è che è proprio un dono, un dono realizzato dall’azione di tante persone che insieme sono il volto della Provvidenza.

è la seconda volta che la data del mio compleanno è legata all’adozione dei nostri figli, la prima volta avevo ricevuto la telefonata del riconoscimento dell’apta (idoneità) peruviana della prima domanda, che poi ha fatto arrivare Maria, adesso arriva il foglio che garantisce la nostra possibilità di partire la settimana prossima per incontrare Samuel. E per me che sono fissata di date e ricorrenze è proprio un bel segno legare insieme questi eventi con la stessa data.

In più Samuel ci è stato assegnato praticamente mentre noi eravamo a vedere i fuochi d’artificio per la fine del perdono… se questo è l’inizio direi che ci possiamo aspettare grandi cose, col botto!

Tributo

E’ strano come la Conoscenza sia così rasserenante. Stasera abbiamo saputo la data dell’appuntamento e nonostante non sia certo quello che ci aspettavamo, ci siamo ritrovati sereni.
Certe scelte non sono più in mano nostra, non possiamo fare niente altro che aspettare, far passare il tempo.  Sappiamo il 10 novembre a Lima abbiamo “l’appuntamento”.

E questo distende.

Il mio amico Confucio diceva :
– “Se c’è un rimedio, perché te la prendi? E se non c’è un rimedio, perché te la prendi?”

Ovvio che in questo caso “prendersela” voleva dire “prendersela a cuore”. Abbiamo faticato un po’ a sopire quella voce che ci spronava a cercare di prendere in mano la situazione.
Al solito dobbiamo prendere atto del fatto che siamo in buone, ottime mani. Che la squadra che abbiamo scelto gioca alla grande.
Abbiamo scambiato decine di mail con Firenze, con il Perù, siamo stati sostenuti e accuditi al telefono.
Ci sono stati momenti frenetici durante i quali sembrava dovessimo saltare sulle valige per chiuderle al volo, ma poi siamo stati fermati. Ci hanno invitato a prendere fiato.

Me lo sono figurato come il momento in cui, dopo aver portato la moglie in travaglio al pronto soccorso,  l’uomo “viene dimenticato” su una sedia della sala d’aspetto, mentre tutti gli “addetti ai lavori”, svolgono il loro ruolo in modo compìto, quasi compassato. Sicuramente efficiente.

Certo è un immagine un po’ anni ’60, me ne rendo conto, però abbiate pazienza, non ho molta esperienza di sale parto e travagli. E mi viene la pelle d’oca a pensare che mia moglie mi avrebbe voluto in sala parto. Forse è per questo che Dio non ci ha dato figli naturali. Avremmo discusso, io sarei stato costretto ad acconsentire, sarei entrato e sarei svenuto, cadendo su un carrello pieno di bisturi e pinze, rimanendo orribilmente ferito …

No, no. Meglio aspettare il 10 novembre 2014, meglio arrivare tranquilli all’11, data nella quale in tutta probabilità abbracceremo finalmente nostro figlio Samuèl.

Intanto, adesso che abbiamo un momento di calma, grazie.

Grazie a tutti. Grazie a Mapi e Jo, grazie ai nostri genitori, grazie alle nostre variopinte e sconquassate famiglie.
Grazie ai nostri amici, ai colleghi, a tutti quelli che in qualche modo sanno e sono felici per noi.
Grazie a chi ha capito e a chi fa domande che ci fanno sorridere, a chi ci guarda e sgrana gli occhi e a chi gli occhi diventano lucidi.
Vi vogliamo dire che in questo momento sentiamo davvero il vostro abbraccio, ci sentiamo coccolati dalla vostra presenza in qualunque forma la mettiate in campo.

Chiaramente un grazie speciale va a chi, in Perù, guardando Samuèl, ha visto noi.

Un altro grazie specialissimo (in anticipo) va ad Alejandra, Chiara, Silvia e tutti quelli che in questo momento lavorano duro per noi, mentre un grazie guardando il cielo va Nonna Eugenia, sono sicuro che per il tuo compleanno ci hai messo bocca, lassù, dall’ambasciata celeste.

Grazie.

L’appuntamento

Son “solo” du’ settimane che siamo stati informati della tua esistenza, poco più di dieci giorni che siamo ufficialmente in ballo … ma lasciamelo dire però, Samu, #unnepossopiù

Gl’è tutto un fare finta che siamo calmi e tranquilli. All’inizio ci credevo anche, bada bene, sull’onda dell’emozione iniziale era tutto, al solito, più color pastello. Era tutto un #noiveterani – #stavoltasiparteprima – #concalmaeperbene …

Secondo i miei conti all’inizio, praticamente, si doveva già essere lì, facevo l’accondiscendente con chi mi diceva altro, ma dentro pensavo #tuvvedrai.

 Maremma diavola invece, anche stamani era tutto un chiedere, da parte della gente : #maquandoparti?

#eqquandoparto…  #eqquandolosotelodiho!

Dice … #maqquandolosai?

AAAAARRRGGHHHH!!!

In buona sostanza, ancora non sappiamo quando partiremo e non sapremo quando lo sapremo anche perché se sapessimo quando lo sapremo saremmo in grado si sapere quando partiremo, almeno in linea teorica.

In sintesi : “se lo sapremmo, partiremmo”.

Speriamo di avere presto questa benedetta data di appuntamento al ministero, perché ora si incomincia a sclerare.

W #lappuntamento!!

… e allora aspettiamo …

Salve a tutti,

credo che si mi chiedessero quale sinonimo ha la parola adozione risponderei ASPETTA, nel senso proprio di attesa.

Qui si passa da un’attesa ad un’altra e adesso, con la foto di Samuel in mano e MaPi che di continuo mi chiede quando faremo la valigia, questa parola ha preso un sapore ancora diverso.

Non è il senso di indefinito che ha quando non sai quando ti chiameranno; non è nemmeno quel sottile senso di angoscia che avevo quando ci avevano abbinato Maria Pilar ed aspettavamo di partire; adesso l’attesa è proprio un senso di sospensione tra qui e Arequipa per cui mi muovo qui, faccio la spesa qui, pulisco casa qui, lavoro qui, ma intanto con la testa sono … ma non lo so neanche io dove sono!

Però ancora non ci hanno detto quando potremo partire, e allora … ASPETTIAMO!

Preparativi

Ciao a tutti e bentornati 🙂
Siamo in procinto di partire per questa nuova meravigliosa avventura che sarà : diventare i genitori di Samuél.
In questi giorni che ci separano dalla partenza per il Perù potreste sospettare che stiano fervendo i preparativi. Valigie su valigie, documenti, corse per i passaporti …

In realtà è calma piatta.

Dopo un primo momento di speranza ed emozione, ci siamo un attimo rilassati.
Sarà che il “secondo giro” ormai sa di veterano, o forse che abbiamo imparato ad aspettare, però questi giorni che ci separano dalla partenza non sono così concitati come me li figuravo.

Abbiamo accettato l’onore di essere i suoi genitori mercoledì 9, lo abbiamo visto in foto (non siate frettolosi, tra un po’ lo vedrete anche voi, è un minore, non è che si possono sparare le foto così su internet), ne abbiamo conosciuto la storia, abbiamo saputo come sta (benissimo) e dove abita (questo si, posso farvelo vedere)

Preparativi
Hogar

 

E’ in un orfanotrofio di Arequipa, un migliaio di chilometri a sud est di Lima, dove andremo non appena ce ne daranno la possibilità.
Attualmente si stanno muovendo alcune cose su più fronti : un nostro regalo, comprato su commissione, sta “viaggiando” verso di lui con un “biglietto” con su scritto ‘mamà, papà y Mapi’; a Lima la nostra referente Alejandra sta passando i documenti tra il ministero e l’orfanotrofio e viceversa; la nostra associazione sta dando il via ad un’altra serie di documenti che serviranno al nostro rientro in Italia … e noi?

E noi inganniamo l’attesa.

Cerchiamo pezzi del nuovo arredamento della cameretta, scegliamo le case dove soggiorneremo, studiamo piani di viaggio … insomma pazientiamo il più proficuamente possibile.
Nello stesso tempo meditiamo se è proprio vero che non c’è spazio per qualche scappatella … che so, magari a Machu Picchu …